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Antoine Berberi, un vero appassionato!
Ritratto che si apre con le parole: «Sono stato viziato dalla vita.» L'articolo riprende l'aneddoto fondatore: durante un pranzo di Pasqua ad Achrafieh, il giovane Antoine, allora dodicenne, esce su un balcone vicino e scopre uno scultore intento a modellare un busto. Attratto come da una calamita, si procura dell'argilla e riesce, in due ore, a modellare la testa di suo padre con una somiglianza che stupisce chi gli sta intorno. L'articolo descrive l'atelier-fonderia di Dbayeh, dove «una fenice di ferro arrugginito accoglie i visitatori davanti alla porta», e cita Berberi: «Cerco di dare vita alle materie, soprattutto al metallo, che è il mio materiale preferito.»