Antoine Berberi, modellatore di forme monumentali
Ritratto firmato Zéna Zalzal, con il sottotitolo «Vorrebbe essere definito lo scultore del movimento». Davanti al suo atelier-fonderia di Dbayeh, dove «una Fenice in ferro arrugginito monta la guardia», l'artista spiega di concepire sempre le sue opere in un'ottica monumentale: «Non sono uno scultore statico.» L'articolo ripercorre i suoi esordi: verso i dodici anni, su un balcone di Achrafieh, scopre un vicino scultore che plasma una testa in creta, scintilla che lo spinge ad avvicinarsi alla modellazione. Studia poi a Parigi presso Hubert Yencesse, restauratore capo dei monumenti storici francesi, associato al restauro dell'Arco di Trionfo. Berberi vi distingue due approcci alla sua arte: «la figurazione della forma e la figurazione dello spirito.» Sono illustrate due commissioni in corso: un San Charbel in acciaio inossidabile di 4,25 metri per l'Ontario, in Canada, e la statua dello sceicco Béchara El-Khoury, allora in fase di rifinitura, oltre a un monumento in bronzo ispirato a una trireme fenicia, «Au Premier Marin et à l'Alphabet (Al Primo Marinaio e all'Alfabeto)», destinato alla costa di Amchit.
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Opere citate